Intervista a Carlo Importuna

Carlo Importuna Archiprix

Fotografia di Francesco Iuretig


Vi proponiamo una piccola intervista a Carlo Importuna sul suo ultimo lavoro, l’allestimento della mostra Archiprix al Museo Revoltella.
D: Queste silouettes spesso usate nei disegni d’architettura, ritrovarle fuori dal disegno a creare degli spazi per la contemplazione delle tavole… creano una sensazione di intimità, grazie alla separazione tra spazio della mostra e spazio per i singoli progetti…
R: È molto interessante questa visione, ti ha dato un’impressione…  il fatto di far uscire queste figure dal disegno per darti la sensazione di immergersi nel disegno… è legato alla partecipazione del visitatore… Se avessi solamente disposto dei pannelli in una sala, la mostra sarebbe stata “neutra”, così invece è un luogo vivo, variegato e umanizzato proprio dalla presenza di queste figure che si uniscono alle figure dei visitatori.
D: …questa è un’immagine molto diffusa…
R: Queste sagome le ho fatte proprio pensando a voi architetti… anche se ormai si usano dappertutto, in tv, nella grafica… le ho usate per essere contemporaneo, per utilizzare tutti lo stesso linguaggio.  Se usassi il linguaggio del 1800 non lo capirebbe più nessuno. Bello, bellissimo, ma oggi i colori sono questi, i colori sparati dal video, dalla televisione… sono queste le sensazioni che abbiamo dentro, quelle atmosfere lì non ci sono più [l’artista si riferisce ai quadri ottocenteschi presenti nella sala adiacente n.d.r.].
D: Questo uso del nero, poi, è molto interessante…
R: Il nero è bello in architettura, perché a volte può dare qualcosa in più; il nero fine a sé stesso è… il nero è un’assenza. Io l’ho messo nelle mie figure come supporto su cui c’è disegnato sopra quello che vedo ogni giorno. Sono molto glamour, il glamour ormai è dappertutto… queste ad esempio sono sagome di modelle.
D: Su questa sagoma ci sono delle tag, i writers sono un’aspetto molto interessante delle città contemporanee…
R: È un aspetto della contemporaneità, i writers, quelli bravi, sono interessanti. Questo esiste e questo dobbiamo far emergere come stimolo per andare avanti, per provare nuove strade nell’arte contemporanea. Se poi sarà un vicolo cieco si vedrà. Sono argomenti diffici, questi, proporli ad un politico o ad un amministratore è difficile che li accolga… con gli architetti è più facile sperimentare.
Francesco e Ignazio
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