Lo squero e altre storie

foto di Anna Dordolin
E’ terminata la prima fase di lavoro dell’Atelier green(s)trip, laboratorio di indagine territoriale organizzato da Elena Marchigiani e Debora Zanette. Da sabato a lunedì si sono svolte infatti le “camminate” alla scoperta di un’area di Trieste poco conosciuta ma sicuramente interessante.
Attraversando la zona di Borgo San Sergio, da Altura a via Flavia, seguendo percorsi diversi, i due gruppi di lavoro hanno camminato all’interno del bosco di Monte Castiglione e in una zona perlopiù residenziale, dove tutti gli spazi vuoti fra le abitazioni sono coltivati: la vocazione rurale del monte si concretizza oggi negli orti comunali, affittati ai cittadini ma sforniti di acqua e luce.
La seconda camminata ha portato invece i partecipanti a scendere da via Flavia lungo via Pietraferrata, attraversando una zona produttiva della città, dove i resti di uno scalo merci ferroviario e di una fabbrica ormai in disuso e in stato di abbandono sono stati gli “incontri” interessanti della giornata. La naturalità selvaggia dell’area ex-Esso in fase di rinaturalizzazione, ha impedito però l’avanzamento del gruppo verso il mare.
Ieri si è svolta l’ultima passeggiata, la più tranquilla dal punto di vista della fatica, ma forse la più paradossale. I luoghi attraversati sono svariati ed eterogenei, dal quartiere di edilizia pubblica di Giarizzole, alle casette recintate di Monte San Pantaleone, al panorama inaspettato del pattinaggio Jolly, dove uno dei proprietari porta i partecipanti all’interno della piccola chiesetta situata nel loro terreno e racconta la storia della Vergine delle Nevi. Scendendo verso il mare, la ferriera si fa sentire con il suo odore e il fumo bianco del suo camino. Dagli spazi privati delle casette, si passa alle grandi contraddizioni che si susseguono da Valmaura fino alla costa: lo stadio affiancato dalla risiera di San Sabba e l’enorme parcheggio, i caselli ferroviari ai limiti dell’area recintata dello stabilimento industriale, per finire allo Squero di San Sabba, forse l’emblema di quest’area, il “retro” per eccellenza della città, racchiuso tra una duna di sabbia in avanzamento e le tubazioni dell’oleodotto.
Alle camminate hanno partecipato architetti, geologi, artisti, fotografi, studenti… una grande varietà di competenze e personalità, ognuno raccogliendo appunti, immagini, suoni, sensazioni. Molteplici le suggestioni emerse durante le discussioni al Salone degli Incanti: nei prossimi incontri pubblici si delineeranno meglio i temi e le azioni possibili.
Siete tutti invitati a partecipare per portare la vostra idea o anche solo per ascoltare il dibattito.
I prossimi incontri aperti al pubblico si terranno:
Martedì 27 luglio / ore 18:00 / Salone degli Incanti-Ex Pescheria / Discussionepubblica
Mercoledì 28 luglio / ore 18:00 / Salone degli Incanti-Ex Pescheria / Quartieri e periferie
Giovedì 29 luglio / ore 18:00 / Salone degli Incanti-Ex Pescheria / Discussione pubblica
Martedì 3 agosto / ore 18:00 / Salone degli Incanti-Ex Pescheria / Discussione pubblica
Mercoledì 4 agosto / ore 18:00 / Salone degli Incanti-Ex Pescheria / Discussione pubblica
Venerdì 6 agosto / ore 16:00 / Salone degli Incanti-Ex Pescheria / Presentazione risultati
Anna, Claudia

B. Vergine al Jolly

dallo stadio alla Risiera

lo squero nel deserto

personaggi alla deriva

parole e pensieri a green(s)trip

discussione al Salone degli Incanti

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