Lubiana-Graz 1-1 Italia esce alle eliminatorie…

foto di Francesco Iuretig

Il pomeriggio di ieri si è aperto con il dibattito dal titolo Borgo San Sergio, coordinato da Antonio Borghi, presidente del gruppo di lavoro questioni urbane dell’area architettura e società del CAE. Entrambi coinvolti in prima persona nel processo progettuale del progetto dei BBPR che ha dato i natali ad una delle parti più interessanti della città di Trieste, Silvano Tintori e Luciano Semerani hanno eviscerato da punti di vista differenti le condizioni di partenza del piano di Borgo San Sergio. Tintori ha delineato alcuni aspetti teorici del contesto architettonico-culturale dell’epoca, mentre Semerani ha ricordato le difficoltà tecnico-burocratiche legate al farsi del piano. Entrambi, però, hanno portato gli ascoltatori a comprendere la complessità del processo architettonico di progetti di simile dimensione, con i limiti e le mancanze, ma anche con le particolarità ed i pregi. Base culturale, intenti progettuali, compromessi tecnici e politici, il tutto di solito molto chiaro per chi esercita la professione di architetto, ieri esposto in modo eccellente nella Piazza dell’Architetura, per l’occasione trasmormatasi in stoà, ove i due maestri hanno tenuto una vera e propria lezione di architettura, seguiti da un pubblico fervente d’interesse e prodigo di domande.

foto di Lorenzo Pentassuglia

La giornata si è conclusa con l’ultima disquisizione in piazza sul tema dell’housing. Dopo le presentazioni di rito, Miran Gajsek ha aperto il dibattito mostrando il recente masterplan di Lubiana, sottolineando l’accuratezza che hanno dedicato i suoi creatori per disegnare una Lubiana attenta al proprio ruolo, capace di sfruttare i rapporti con la propria nazione e con gli stati confinanti.
Basandosi sulle relazioni infrastrutturali, economiche e sociali, un team composto da figure amministrative, pianificatori e stakeholders privati, prefigura una densificazione della città mediante opere di Huosing sociale. La discussione è proseguita con la presentazione da parte di Rocco Lobianco, Presidente dell’ ATER a Trieste, della realtà “numerica” di una delle maggiori aziende di edilizia sociale in Italia.
In conclusione, da buon economista, ha lasciato aperta una riflessione sulla triade dimensione/costo di costruzione/costo di gestione, facendo trasparire una certa inquietudine nel pensare al momento in cui le grandi strutture, come l’edificio di Rozzol Melara, avranno bisogno di una vera opera di manutenzione.
In seguito l’architetto Riegler Riewe, descrivendo la capacità di appropriazione degli abitanti degli alloggi sociali, introduce la descrizione del Wohnbebauung Graz-Straßgang, facendo notare la difficoltà nel far accettare ad una committenza pubblica, il deviare da determinati standard burocratici in favore di una maggiore qualità architettonica.
La serata è terminata con un confronto fra le parti, con Lucia Tozzi, Redattrice della rivista ABITARE, in veste di conduttrice.
Da sottolineare, fra le varie domande, l’intervento dell’architetto Peter Lorenz, che ha descritto brevemente la situazione di edilizia sovvenzionata a Vienna, lasciandoci un po’ con l’amaro in bocca.
Francesco, Andrea e Lorenzo
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