Città, visioni per il futuro

Venerdì 6 agosto / ore 18:00 / Salone degli Incanti – Ex Pescheria
La serata conclusiva del festival ha lasciato spazio alla città di Trieste.
Sono stati introdotti dall’arch. Elena Carlini, che insieme a Luciano Lazzari ha organizzato gli incontri della manifestazione, Andrea  Dapretto, Presidente dell’ordine degli architetti di Trieste, Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, William Starc, dirigente Area Servizi Tecnici della Provincia di Trieste e Roberto Weber, presidente SWG Trieste.
Trieste oggi, alle porte del nuovo piano regolatore. Questa è stata la tavola di discussione su cui sono intervenuti gli ospiti, senza negare a volte, alcune perplessità nei confronti del piano e dello sviluppo futuro della città. Si è dibattuto sulle prospettive e la qualità della vita triestina, immaginando possibili scenari di espansione demografica per le due zone che godono di rilevante estensione, il Porto Vecchio e l’area della Ferriera.
Durante l’incontro non si sono tralasciate nemmeno questioni di carattere economico, la consapevolezza che la fase in cui le risorse economiche permettevano piani più ambiziosi è terminata: non ci si confronterà più con un orizzonte di nuovi grandi investimenti ma con iniziative in grado di dimostrare una buona capacità di gestione nel tempo, condizione espressa dal sindaco Dipiazza con il motto “fare è facile, gestire è difficile” ed è proprio verso quest’ottica a cui la città, nel futuro dovrà guardare, adottando una politica che ponga attenzione ai costi e alla manutenzione delle strutture.
Ma, ha ricordato Dapretto, la città che un tempo era emporio dell’impero e poi centro commerciale di riferimento anche per chi viveva oltre confine – e che non potrà aspettarsi di recuperare quel ruolo baricentrico in futuro – non può rifugiarsi anche esteticamente in un passato fastoso, rifiutando la stratificazione di stili e tendenze che sono segno di vitalità nel periodo contemporaneo.
Si è superata la fase in cui veti incrociati, dovuti a troppe autorità dotate di poteri pianificatori, avevano ostacolato l’approvazione di nuovi piani ma vanno oggi contrastate nuove tendenze alla frammentazione della gestione del territorio. Per pensare ad un nuovo futuro della città di Trieste è necessario che essa ridisegni i suoi confini amministrativi allargando lo sguardo all’intero golfo, ad una scala territoriale che tenga presente le potenzialità che la città ha nell’intorno, agendo attraverso “un’economia di scala ed una programmazione insieme” convincendosi che la strada della sinergia con le regioni circostanti è la risposta per rilanciare Trieste insieme a tutta la costa, da Venezia all’alta Croazia, e l’entroterra.
L’aperto invito rivolto ad architetti ed urbanisti è stato quindi quello di agire conseguentemente alle scelte politiche della città per non impedirne la sua gestione e senza trascurare il problema delle risorse.
La questione porta  a rivalutare le scelte in campo architettonico ed urbanistico senza esimere dall’impegno che questa professione si propone tenendo sempre presenti i bisogni della città e rivolgendo le forze ad un’attenta riqualificazione, ora non resta che capire verso a quale visione per il futuro si dovrà guardare.
Claudia, Ignazio
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