Libretto di (Ri)USo. Intervista a Leopoldo Freyrie, Presidente del CNAPPC

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Al termine del dibattito sulla rigenerazione urbana sostenibile, Leopoldo Freyrie si è reso disponibile per qualche domanda proposta da aspiranti architetti:

D: A cosa possiamo attribuire la mancanza di consapevolezza da parte dei cittadini riguardo alla durata della loro casa? In altri Paesi come Australia e Stati Uniti questa consapevolezza è maggiore, per lei dipende dai principi costruttivi e dai materiali utilizzati o è più legata a un fatto culturale e di tradizioni?

R: E’ un problema culturale perchè in Italia, quando ti viene consegnata una casa non ti danno un “libretto con i tagliandi da fare”. Quando compri una casa in molti casi si parla anche di abusivismo, per cui c’è un lavoro culturale da fare e definire delle regole chiare: per consegnare una casa c’è bisogno di conoscere tutto, c’è bisogno di un libretto di istruzioni per l’uso.

D: Attraverso quali mezzi si possono spingere i cittadini a prendere consapevolezza dello stato in cui vertono gli edifici che abitano? Nel piano per la rigenerazione stesso viene messo in evidenza  che molte persone si sentono al sicuro in case che al sicuro non sono.

R: Attraverso un libretto immobiliare e credo che, in attesa di una legge che continua a non essere in previsione, l’impegno da parte di progettisti, costruttori ed immobiliaristi sia volontà di far conoscere.

D: In merito al grande ed eccessivo numero di architetti in Italia, come sottolineato dal Segretario Regionale dell’Ordine Massimo Rocco, cosa si sente di dire agli studenti di Architettura e ai giovani architetti?

R: Fare l’architetto è un bellissimo ma difficilissimo mestiere, non è quello che probabilmente gli studenti prevedono ed è necessario che si informino, chiedano sempre. Per quel che ci concerne avvieremo una campagna di informazione e sensibilizzazione in merito a cosa sia il mestiere dell’architetto e quale sia il mercato, in modo che i ragazzi abbiano consapevolezza nello scegliere questo mestiere e per, eventualmente, che tipo di architetto vogliano diventare.

Elisa Cacaci, Elisa Zammattio

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