Dopo le 3R, le 3P

Buongiorno a tutti, speravate che vi lasciassimo liberi questa domenica?

E invece vi sbagliate, invitandovi all’ultimo incontro ma non ultima tappa di Piazza dell’Architettura, che si terrà stasera ore 17.00 al Museo Revoltella, proviamo a raccontarvi la tavola rotonda di ieri sera, sul tema “Cosa succede in città: alcune current practises di rigenerazione urbana in Europa”. Il moderatore Dimitri Waltritsch ha guidato in modo particolarmente interessante gli interventi degli ospiti. Guido Guerzoni, del Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi di Milano, Janez Koželj, architetto e vice-sindaco della città di Ljubljana e Saśa Randič, architetto Già Presidente dell’Associazione Architetti Croati hanno raccontato esperienze, proposte, prospettive di città non lontane fisicamente e culturalmente da Trieste; a seguire Andrea Dapretto, Assessore al Demanio, Patrimonio, Lavori Pubblici del Comune di Trieste ed Elena Marchigiani, Assessore Pianificazione Urbana, Mobilità e Traffico, Edilizia Privata, Politiche per la casa, Progetti Complessi del Comune di Trieste si sono confrontati su come queste tematiche vengono affrontate nella realtà triestina, esponendo cosa sta facendo e ha intenzione di fare l’amministrazione locale in tema di rigenerazione urbana, mobilità, sostenibilità.

Guido Guerzoni ha portato in piazza il progetto del polo museale M9 in fase di realizzazione presso la città di Mestre, la cui esperienza è stata innovativa perché si tratta di un progetto culturale, con ruolo strategico da un punto di vista economico, culturale, sociale e, non per ultimo, urbano. È un progetto che si relaziona con il contesto, che tenta l’organizzazione gerarchica del “KM of culture”, che ha propositi di attivazione virtuosa delle caratteristiche e specificità locali, ma al contempo cerca di rispondere a modelli di innovazione programmatica internazionale (si fa riferimento alle certificazioni LEED gold museum certificated). Si tratta di un’istituzione dinamica organizzata attraverso tre parti: il M900, per narrare il passato, il MAMA, per comprendere il presente, il M000 per prevedere e creare il futuro.

Con il suo intervento Janez Koželj ha voluto raccontare la positiva e recente esperienza della pianificazione della città di Ljubljana. Il programma di rigenerazione urbana si è sviluppato a partire da alcuni principi fermi: avere una visione chiara degli obiettivi, utilizzare l’istituzione della municipalità come promotore dell’operazione, avere un approccio realistico rispetto al contesto esistente, non lasciarsi trasportare da esitazioni. A seguito della definizione del masterplan, la priorità di intervento si è concentrata sul recupero della città consolidata con azioni di riformulazione di nuovi poli strategici, sugli spazi aperti come elementi catalizzatori della rigenerazione, attraverso l’infrastrutturazione e la dotazione di servizi come il bike-rent, le macchine elettriche a richiesta (e gratuite) e l’azione sui ponti sia come sistemi di connessione delle parti di città, sia come sistema puntuale di waterfront. Esperienza positiva che ha riabilitato il centro città per poter estendere e supportare la riabilitazione del contesto.

L’architetto croato Saśa Randič ha concluso la fase di descrizione di esperienze, offrendo temi e spunti per il successivo dibattito, descrivendo la situazione e le prospettive della città di Rijeka la quale vive una situazione “che dipende da eventi e fatti esterni alle dinamiche urbane”, facendo riferimento a macrosistemi commerciali, economici ecc. La proposta di rinnovamento urbano deve partire dalla cultura e dalla ricerca ma in funzione di una re-industrializzazione della città che al momento si modifica e “si mantiene” attraverso singoli piccoli interventi privati.

Il dibattito successivo ha messo in luce e in discussione alcuni temi molto pratici, come il problema parcheggi nel centro cittadino, gli edifici storici e vincolati che costituiscono i “dissipatori di calore” urbani, i waterfront, le potenzialità degli spazi pubblici quali catalizzatori della cultura, la necessità di re-industrializzazione… con cui gli ospiti e le diverse esperienze si sono confrontate. Per quanto riguarda i padroni di casa, l’assessore Marchigiani e l’assessore Dapretto sono molto chiari nell’affermare che è fondamentale avere una visione di città, all’interno della quale i singoli tasselli contribuiscono al medesimo obiettivo in modi e con azioni diverse e, facendo riferimento agli interventi realizzati a Ljubljana, fanno notare come non siano sempre necessarie grandi operazioni di trasformazione della città, bensì si possa lavorare con microtrasformazioni, azioni puntuali, progetti a diverse scale che comprendano anche modificazioni dello spazio più minute.

Concludendo, Dimitri Waltritsh richiama le 3R di Riuso, Riciclo, Risparmio di cui si è parlato nel corso delle precedenti giornate a Piazza dell’Architettura, invitando gli ospiti a parlare delle 3P di Public Private Partnership, da sempre poco usate in Italia, ma anche strumento utile in casi di rigenerazione urbana.

A Trieste c’è molto da fare, e abbiamo molto da imparare, la città c’è in questa sfida?

Elisa Zammattio, Anna Dordolin
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