Intervista a Giovanni Damiani

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La prima tavola rotonda ha visto presenti tantissimi ospiti, un tavolo eterogeneo sia sotto il profilo delle personalità presenti sia per gli argomenti trasversali che hanno coinvolto tutto l’auditorium in un dibattito molto interessante.
Spenti i riflettori siamo riusciti a intervistare il moderatore della tavola rotonda, eccola tutta per voi.

Domanda: Com’è stato moderare la discussione tra persone che non sarebbero mai state assieme ad un tavolo?
Damiani: Era un tavolo molto eterogeneo, ma credo che la cosa potesse risultare interessante proprio per quello, forse sarebbe stato bene poter vedere le foto prima in modo da commentarle assieme, il pubblico mi è parso interessato e questo è l’importante.
D: Alcuni fotografi non intervenivano… era un’improvvisata o era una cosa programmata?
Da: Il fotografo parla per definizione con le immagini, ognuno ha il proprio linguaggio ed è giusto che lo usi, poi qualcuno ha nelle corde il fatto che il pubblico ha anche bisogno di un piccolo supporto di traduzione, qualcuno resta più duro e puro nel suo linguaggio. Personalmente trovo che sia molto dignitoso che ognuno usi la propria tecnica comunicativa, alla fine conta il lavoro e il lavoro è davvero notevole, una bellissima risorsa per questa città che si accontenta spesso di localismi e che qui ha avuto invece 5 interpreti internazionali di ottimo livello.
D: È interessante che rispetto alla prima edizione la Piazza dell’Architettura, si evolve, ha una forma diversa, ma sempre fertile…
Da: Questa cosa secondo me è importante perché la prima edizione, che era una bellissima iniziativa, portava delle cose da altri posti, questa edizione ha una volontà, che secondo me è infinitamente più importante al di là di più o meno bello: questo evento prova a produrre delle cose ed è un salto gigantesco. È un merito degli organizzatori enorme. Un museo come il Revoltella che ha spazi interessanti, ha alcuni bei pezzi, si trova in questi giorni 5 mostre diverse, ricche, prodotte in città, questa è una grande ricchezza, da far girare, da usare per avere nuovi contatti e relazioni, ovvero la cosa basilare per l’arte. La cosa che mi ha fatto più piacere è vedere un’età media infinitamente più bassa, una nuova generazione che ha voglia di fare delle cose che ha usato il Museo come dovrebbe essere utilizzato ogni giorno dell’anno.

Francesco
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Una risposta a Intervista a Giovanni Damiani

  1. secondo me Damiani è riuscito nel suo intento, moderare al meglio una tavola rotonda rendendola coinvolgente….bravo!!!

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