Veste grafica – Intervista a Tassinari

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La veste grafica della Piazza dell’Architettura è stata curata dallo Studio Tassinari Vetta di Trieste sia nella prima che nella seconda e attuale edizione del festival.
Paolo Tassinari ce ne parla in questa intervista.

D: Il programma dell’inaugurazione è stampato su carta molto leggera, inserito in un pieghevole ricavato da prove di stampa, brandizzate “piazza dell’Architettura” da un semplice sticker come pure i manifesti: in questo modo state facendo capire che anche la grafica può affrontare i temi dei riuso, del low cost?
T: Sì, si tratta evidentemente di riuso: i manifesti sono costituiti da uno sticker applicato su fogli di stampa, fogli di risulta dalla tiratura della rivista «Casabella», di cui sono art director. Abbiamo voluto con questo dare un senso non casuale al riuso, e ricordare quello che sta dietro e a fianco la pratica dell’architettura.

D: È la semplicità ricca, non la semplicità banale…
T: Abbiamo scelto dei fogli non a caso, sono prevalentemente pagine di testo, pagine che parlano di libri

D: Il fatto che i fogli all’interno del pieghevole siano così leggeri e separati, è stato scelto in modo che ogni foglietto riguardi un giorno della manifestazione, così alla fine della giornata si può buttare via il foglio e tenere gli altri, anche correndo il rischio che si perdano…
T: È un gioco sui materiali, anche se un gioco fino a un certo punto. Anche la scelta dei materiali deriva dalla continua ricerca di un contrasto, di uno scarto, talvolta di una ambiguità: è questa che suscita l’attenzione, sostenendo la comunicazione. In realtà c’è anche un aspetto tecnico, molto più prosaico: le spedizioni si pagano a peso, per cui è importante non superare una certa grammatura totale…

D: Soluzione che rende anche più agile ed ergonomico il tutto
T: Si tratta sempre di caricare di valori le scelte tecniche, nel design come in qualunque attività progettuale.

D: C’è una relazione genealogica tra questo progetto grafico e quello della prima piazza dell’architettura?
T: Certamente: si tratta di una declinazione dello stesso concetto

D: Nel logo del fumetto…
T: Si tratta di un richiamo alla voce, espresa nel ballon; è stato mantenuto inoltre il carattere tipografico

D: Riguardo il blog c’era la necessità di mantenere la struttura esistente, ma avendo avuto la possibilità di avere un blog da realizzare ex novo, quale caratterizzazione avrebbe avuto? Sarebbe stato influenzato di più dal progetto grafico cartaceo?
T: Probabilmente si, avremmo scelto delle soluzioni che offrissero una maggiore interazione tra idea grafica e struttura della pagina; e del resto cercare di capire i limiti per superarli fa parte del lavoro. Del resto ogni problema grafico non ha una soluzione univoca: tra le tante risposte possibili quella effettiva dipende dalle condizioni al contorno – i tempi, le disponibilità, ma non ultime l’attitudine del committente e la personalità del progettista.

Francesco Iuretig
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