Tavola rotonda virtuale 1/3

Fotografia di: ©davidemariapalusa ©micheleradoslovich

La tavola rotonda del primo dicembre continua virtualmente in questo blog.
Vi presentiamo le 3 interviste fatte a riflettori spenti ai protagonisti del dibattito “Conservare il futuro”: Benno Albrecht, Giulio Polita e Giovanni Vragnaz. In fondo all’articolo, e ai 2 successivi, troverete i link delle rispettive interviste.

Intervista a Benno Albrecht
D: Per continuare il clima di questa tavola rotonda inizierei con una battuta, Dal 1880 con Morris ad oggi col suo libro il tema della sostenibilità è stato affrontato poche volte, a dicembre finisce il mondo, potevamo pensarci per tempo piuttosto che solo negli ultimi decenni? La mia è una provocazione, però…
A: È vero che la sostenibilità è un pensiero carsico, quando ci sono buoni momenti economici, si inabissa, quando c’è crisi, ovviamente, il problema delle risorse riemerge. Ad esempio nel primo dopoguerra negli Stati Uniti, nel ‘45-‘48, il pensiero della sostenibilità era molto sentito.

D: Nel dipinto di Wild che ritrae Manchester con le ciminiere, come nel quadro di Banksy in cui è ritratto un bosco con delle lavatrici, si vede un paesaggio inquinato, entrambi i quadri ci stanno dicendo: la natura è questa, non quella del vedutismo. Cioè anche il paesaggio è una risorsa, dentro c’è la vita, la comunità, l’agricoltura, forse il paesaggio è la risorsa meno considerata di tutte…
A: Più che paesaggio, che come termine si porta dietro una forte ideologia, io direi territorio, definizione che ci permette una neutralità di giudizio estetico. Il territorio è una risorsa, certo che lo è, è quella su cui poggia qualsiasi progetto sociale, qualsiasi vita poggia sul territorio. Quello che dicono i pensatori trattati nel libro è: “bisogna comprenderlo”. Una forma di comprensione può essere questa della visione, del saper vedere, allora sì diventa un certo tipo di paesaggio, una certa raffigurazione. E allora possiamo dare giudizi rispetto al territorio: “sì è quello raffigurato delle lavatrici che mi fa vedere che il territorio è morto”, ma, forse, quello di cui abbiamo bisogno non sono solo critiche. Di gridi ‘contro’ ce ne sono stati tanti, ma le soluzioni sono molto poche.

D: La visione di Giulio Polita mi ha colpito molto, il discorso sulla metamorfosi accompagnato dall’immagine dell’uomo-pesce, un’immagine di grande impatto. La metamorfosi più forte è avvenuta nella seconda metà del Novecento, da uomo a uomo-merce, ma un uomo-merce non sa più vedere.
A: I pensatori che tratto nel libro comprendono che è la rivoluzione industriale che porta alla mercificazione di ogni aspetto della vita e per questo fin da subito fanno delle proposte. A me sembra, per attualizzare, che le uniche ipotesi operative sono quelle dell’ecologia profonda, o simili. Queste ipotesi sono antiurbane, sono ipotesi che derivano da questi pensieri, altre ipotesi operative, mi sembra che non le abbiamo. Mi sembra invece che i pensatori romantici le avevano, avevano un’ipotesi di lavoro.

D: È un pensiero debole che probabilmente diverrà ancora più debole poiché oggi la maggior parte da popolazione mondiale vive oramai nelle città…
A: Quello che dice è sensato e c’è un sillogismo preoccupante: se i problemi sono planetari e la maggioranza della popolazione vive nelle città, ovviamente la soluzione conterà la soluzione del problema all’interno della città. Drammaticamente, non per merito ma per demerito, toccherà agli architetti: chi è il depositario, il custode della sapienza del disegno e dell’uso e di come si fa a trasformare la città? sono proprio gli architetti. Credo che a questo punto sia necessaria una presa di posizione responsabile ineludibile da parte degli architetti.

D: Punto di vista che condivido, come condivido quella provocazione che l’architetto più importante è il creatore di foreste del Burkina Faso.
A: Se si inizia a condividere questo pensiero e diamo dignità di architettura a questa esperienza riusciremo in un cambiamento etico ed estetico.

Vai all’intervista di Giulio Polita
Vai all’intervista di Giovanni Vragnaz

Francesco Iuretig
Questa voce è stata pubblicata in attività, incontri, News. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...