Mostre

01/1 ‘Retrouver Trieste’ intende indagare quelle risorse fisiche ed umane della città e del territorio al fine del loro riutilizzo, della loro ‘rigenerazione’. Edifici abbandonati, aree dismesse, vuoti urbanirappresentano oggi, sia alla luce della crisi internazionale sia nell’ottica di uno sviluppo sostenibile edequilibrato del territorio, quelle risorse ambientali e fisiche indispensabili cui la città può e deve attingere al fine di ripensare il proprio ruolo ed il proprio futuro.
Un lavoro di indagine sulla città rappresenta il primo approccio in grado di raggiungere questo scopo. E’ in quest’ottica che il progetto prevede una serie di campagne fotografiche d’autore, i cui esiti verranno esposti con una mostra-installazione.
Con l’intento di suggerire il ricordo della grande manifestazione ‘Trouver Trieste’, un insieme di esposizioni, seminari, conferenze, appuntamenti musicali e cinematografici che nel 1985 a Parigi consentì al pubblico francese ed internazionale di scoprire per la prima volta la città e tutte le diverse
espressioni della cultura triestina, ‘Retrouver Trieste’ prevede il contributo di 5 fotografi italiani e stranieri che, guidati da altrettante personalità della cultura locale, affrontino uno dei cinque temi individuati: i paesaggi, l’archeologia e la storia, le comunità, il rapporto con il mare e la città invisibile. L’intento è duplice, da una parte osservare attraverso punti di vista inediti quei luoghi che si sono ormai sedimentati nel nostro immaginario e rispetto ai quali non siamo più in grado di individuare con chiarezza vocazioni e opportunità, dall’altra, attraverso queste nuove immagini, aggiornare e veicolare l’identità della città di Trieste al di fuori del proprio territorio.
Alla mostra sarà abbinato un catalogo che raccoglierà i lavori fotografici e i materiali di ricerca prodotti.
Di seguito vengono approfonditi i temi trattati ed abbinati ai diversi fotografi:
paesaggi (Bas Princen)
Declinare il paesaggio al plurale è forse il solo modo di restituire dignità a tutte le sfaccettature che questa categoria dello spazio comporta. Paesaggi naturali ed artificiali, urbani e rurali, salubri e inquinati rappresentano solo alcuni degli aspetti fisici di un ambiente in continua e costante trasformazione, a cui non si può sottrarre i connotati culturali e storici. Trieste, stretta tra il ciglione carsico e il bordo d’acqua, possiede delle caratteristiche uniche in cui da sempre aspetti orografici, geomorfologici ed ecosistemi
dialogano o si scontrano con gli interventi antropici in un divenire continuo. L’iconografia di Trieste è ricca di rappresentazioni della città e del suo territorio, come può essere espressa questa complessità oggi?
archeologia e storie (Stefano Graziani)
Le origini dell’insediamento urbano di Trieste risalgono all’epoca romana, durante il suo sviluppo la città ha subito radicali cambiamenti, momenti di espansione esplosiva, ma anche periodi di crisi. Tutto ciò ha lasciato vere e proprie tracce fisiche, segni e, qualche volta, cicatrici. Questi resti oggi fanno parte della scena urbana quotidiana e in alcuni casi sono depositati così in profondità nell’immaginario collettivo da non essere più percepiti come un elemento significativo da riconoscere e valorizzare.
comunità (Giovanna Silva)
Trieste, per il ruolo che storicamente ha avuto nel bacino adriatico, è una città costituita da comunità etniche, religiose e culturali dalla forte identità. Identità che si riconosce non esclusivamente nel tessuto e nei rapporti sociali, ma anche in manufatti e spazi che oggi costituiscono un patrimonio comune che nel corso del tempo si è stratificato e si è condensato. A questa lettura si affianca però lo scenario delle nuove comunità insediatesi in città negli ultimi anni, il cui ruolo nel tessuto urbano e civile diventa occasione di studio e approfondimento.
Trieste e il mare (Amedeo Martegani)
La dimensione urbana di Trieste non può non sottrarsi ad un confronto con il mare quale fonte di sviluppo; se nei secoli scorsi le attività commerciali e la navalmeccanica hanno reso la città una infrastruttura portuale strategica, la portualità contemporanea riconosce nuovi orizzonti. Oggi le specificità e la storia della marineria triestina si confrontano con la valorizzazione del territorio e delle risorse culturali della città quale nuova meta crocieristica.
la città invisibile (Armin Linke)
La società contemporanea e post-fordista è sempre maggiormente caratterizzata da meccanismi e processi complessi, ‘immateriali’ e difficilmente rappresentabili. Centri di potere ed istituzionali, flussi economici e centri di ricerca scientifica sull’immensamente piccolo o sull’enormemente vasto caratterizzano il funzionamento della città attuale. Quali sono i luoghi che a Trieste possono rappresentare questi meccanismi?
Museo Revoltella – Sala Scarpa – dal 29/11/2012 al 24/02/2013

01/2 ‘Architetti in prospettiva: progetti under 40 in mostra’ è la selezione a cura di GATA, Giovani Architetti della Provincia di Trieste, di 20 progetti tratti dalla mostra Progetti di giovani architetti italiani, promossa da GiArch, UTET Scienze Techiche® e Fondazione La Triennale di
Milano. Riuso, rigenerazione e sostenibilità sono le tematiche che hanno guidato la selezione dei progetti presentati. Le soluzioni originali degli studi emergenti sono illustrate attraverso un apparato iconografico di alta qualità e numerosi dettagli tecnici.
Museo Revoltella – V piano – dal 29/11/2012 al 28/01/2013

01/3 ‘MODERNISM IN-BETWEEN – The Syncretic Architectures of Socialist Yugoslavia’ è una mostra fotografica di Wolfgang Thaler, a cura dell’associazione Cizerouno (organizzatore degli eventi Andric 2011/2012), con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Camera di Commercio. La ‘Yugoslavia socialista’ è stato un paese sospeso tra civilizzazioni e sistemi politici diversi, appartenenti ai due blocchi contrapposti durante la ‘Guerra fredda’. In questo contesto sono stati costruiti
degli importanti esempi di architettura moderna, che sfuggono ad ogni classificazione tipica delle categorie stilistiche del modernismo. La mostra di Wolfgang Thaler esplora questa caratteristica del modernismo Yugoslavo, catturandone la sua ricchezza e la sua complessità visiva.
Museo Revoltella – III piano – dal 29/11/2012 al 28/01/2013

01/4 ‘Deserted Utopia’, è una mostra di Tanja Deman e Vesna Jovanović, a cura
dell’associazione Cizerouno (organizzatore degli eventi Andric 2011/2012) e dedicata all’architettura dellaJugoslavia. Collage e montaggi fotografici di quella che è stata un’architettura che doveva simboleggiare l’emancipazione di una moderna società socialista e che oggi rappresentano l’eredità di un “passato incerto”. Come ogni ambiente urbano e architettonico anche queste architetture erano una sorta di”labirinto” delle proiezioni dell’uomo, delle sue ambizioni, desideri, illusioni e fantasie spesso distanti dalla realtà. Il progetto “Deserted utopia” – attraverso montaggi, duplicazioni, collage fotografici – sottolinea questo “gap” , il momento in cui l’illusione incontra la realtà e sottolinea quanto complessa può essere una progettazione intelligente.
Museo Revoltella – Bookshop – dal 29/11/2012 al 07/01/2013

01/5 ‘Trieste vista da Graz’ è una mostra che raccoglie i progetti per l’area Lanterna a Trieste elaborati dagli studenti del corso del Masterstudio Project 2011-2012 dell’Institut fur Architekturtechnologie (IAT) della Graz University of Technology, curati dai docenti Roger Riewe, Luciano Lazzari ed Emilio Hauer. Dopo la mostra ‘London-Trieste’ che, nella prima edizione della manifestazione Piazza dell’Architettura nel 2010, raccoglieva i lavori degli studenti del Dipartimento di architettura dell’Università di Westminster a Londra, un’altra mostra che raccoglie sguardi, interpretazioni e progetti di Università estere sulla città di Trieste.
Museo Revoltella – Bookshop – dal 29/11/2012 al 07/01/2013

01/6 ‘[ARCHITRIP!] Lacaton&Vassal: strategie e retoriche del low cost’, promossa e allestita da tre7 con la collaborazione dell’associazione culturale zero40 e curata da Cecilia Morassi, è una mostra presentata in occasione del concorso “Quaderni di Viaggio”, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Pordenone. L’itinerario proposto tocca alcuni tra i più interessanti progetti di Lacaton&Vassal, architetti francesi che hanno fatto del low cost la base teorica (e retorica) del loro approccio. Il tema del viaggio, la dialettica tra i pregiudizi, ovvero quel bagaglio di conoscenze con il quale si parte, e la scoperta, ovvero quello che l’esperienza diretta aggiunge di nuovo, struttura il racconto dei progetti in mostra. L’esposizione a Pordenone (fondazione Ado Furlan, 20/09-21/10) è inserita come parte integrante dell’itinerario. Trieste, Piazza dell’architettura, si propone come successiva, ma non ultima, tappa.
Museo Revoltella – Mezzanino – dal 29/11/2012 al 07/01/2013

01/7 Il Museo Revoltella e l’Arte, l’Architettura, il Design nella Trieste anni ’20 e ’30.
A cura del Museo Revoltella, questa mostra è un omaggio a Piazza dell’Architettura e al sodalizio che lega questa istituzione all’evento. Attraverso questa mostra il Museo, depositario di una storia lunga oltre cento anni, avvicina nuovamente uno dei periodi il cui il connubio tra le arti e specificatamente tra le arti visive e l’architettura intesa in tutte le declinazioni, fu particolarmente prolifico e ricco di importanti esperienze e relazioni. Gli anni tra le due guerre a Trieste sono anni inquieti ma altamente creativi; forse infatti, solo in un’altra epoca la città si pose con altrettanta evidenza il problema della definizione di una nuova identità: fu il momento della Trieste neoclassica. Anche gli anni ’30 vedono la città teatro di grandi trasformazioni urbanistiche che ne ridisegnano il volto e quest’ansia di rinnovamento e di desiderio di modernità apre la strada a molteplici
realizzazioni in differenti settori artistici.
Museo Revoltella – Quinto Piano – dal 29/11/2012 al 24/02/2013